SussuKandom reloaded

punk blog: situazioni ed altre porcherie contro ignoti senza spirito

PARALLELISMI

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(ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

 


Primo capitolo

Mentre nelle segrete stanze, tra uno sbadiglio ed un campari col bianco, si stava decidendo il nuovo primo ministro, qualcuno, a molti chilometri di distanza in un luogo non precisato, stava scrivendo il proprio numero di telefono sul muro del cesso della stazione.

Subito partì una telefonata.

Il nuovo Premier ricevette la chiamata e salì al colle pensieroso, memore della discussione della sera prima avuta con la sua amante:

La Comune di Parigi era la dittatura del proletariato” gli aveva ricordato Sissy prima di salutarlo con un bacio.

 

Nel frattempo, nella camera n° 1027 dell’ Hotel Monkey, la poco Onorevole Lola S. stava cercando una via d’uscita in artistica quadrupedia.

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Secondo capitolo

 

Il Partito delle Puttane stava avanzando nei sondaggi.

La propaganda era tornata ad essere vecchia maniera ed i “social network” erano oramai cosa superata. Si era tornati a scrivere nome e numero di telefono nei cessi degli autogrill, delle stazioni e dei santuari con a seguito il tariffario: ciuccio e scopo 30 euro, scopo e basta 10, 50 in culo.

Il PdP aveva un solo punto nel programma: libertè, fraternitè e mignottè e, credetemi, per un paese di vecchi,  andava più che bene.

Nella nazione l’unico problema era lo spread, ma poteva andarsene a cagare con tutte le borse e le cancelliere d’Europa.

E mentre le borse andavano a cagare, nella stanza 1027 dell’ Hotel Monkey, la poco Onorevole Lola S. aveva fatto amicizia. Anche lei aveva conosciuto Sissy e, tra una limonata ed una sessione di spanking, si stava divertendo un fottio.

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Terzo capitolo

 

Quando l’ “Unione con l’anello al naso” (Uan) si alleò con il Partito delle Puttane (PdP), qualcuno storse il naso.

Ma non si poteva, in piena emergenza, rallentare. Quando necessita, bisogna saper tirar dritto.

Insomma, ci voleva una bella tirata !

Tutti i partecipanti alla riunione segreta sniffarono in segno d’amicizia e diedero vita al “Patto del Vassoio”.

I tempi erano maturi per una santa ammucchiata tra libertini e “baciapile”.

L’importante era il consenso, oltre che al sentimento !

Per far fronte comune al nuovo governo, che nel frattempo aveva individuato in Babbo Natale il possibile nuovo premier, bisognava unire le forze e fare una turgida opposizione.

Nel mentre, nel parcheggio dell’Hotel Monkey, la poco Onorevole Lola S., avendo altre priorità,

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decise di far saltare il numero legale e non si presentò in aula per votare la fiducia a Babbo Natale.

 

 

Quarto capitolo

 

Mentre passavo per via del Corso, all’altezza della Chiesa dedicata a “Lo chiamavano Trinità”, si alzò un coro…..

Oppio, marocco

e canne a volontà,

francesco fumerà,

bertone non si sa…..

Oppio, oratorio,

prezzemolo e malgioglio,

la curia è una balera

il vescovo in galera !”

Il canto pare provenisse dalla sede del Partito dei Rossofuoco, acerrimi nemici della curia “celeste” di via Inzoli.

Nel frattempo a poche centinaia di metri il parlamento si apprestava a votare la fiducia a Babbo Natale; Lola S. aveva finalmente finito di lavare la macchina e tutto filò liscio.

Babbo Natale fu eletto con larga maggioranza e subito il nuovo presidente cominciò il suo giro, famiglia per famiglia casa per casa e, cagando dal camino, distribuì doni a tutta la nazione.

Il Partito delle Puttane (PdP), non perse tempo e scese in strada per manifestare sotto ai lampioni attorno a bidoni infuocati, sculettando e mostrando la mercanzia.

Tutto questo succedeva mentre a 600 Km dalla S.S. Paullese, la poco Onorevole Lola S., nella camera 1027 dell’Hotel Monkey, mangiava banane

 

Quinto capitolo

 

Il nuovo governo si era oramai insediato. Ora bisognava dar subito un bel segnale e bloccare gli sbarchi.

Ma proprio tutti ? Stavano infatti arrivando, oltre ai soliti barconi dall’Africa, navi cariche di Vichinghe con le poppe di fuori ed il popolo bue, davanti a cotanta abbondanza, non avrebbe capito il respingimento.

Inoltre, bande di predoni armati imperversavano per le città ed anche il pagliaccio di McDonald, che si sentiva il Joker, si era messo a fare sanguinose rapine.Uscire la sera a mangiare un panino era diventato pericoloso.

Furono allora organizzate delle ronde ed il nuovo premier, Babbo Natale, dimostrò così di essere sempre sul pezzo.Purtroppo però, mentre di notte tutti gli uomini erano in giro a far la ronda, qualche mandingo passava di casa in casa a rallegrar le loro mogli bugiarde.

Nel frattempo la nostra poco onorevole Lola S., nella stanza 1027 dell’hotel Monkey, stava ripassando il suo intervento in aula.

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Sesto capitolo

 

Il Partito delle Puttane (PdP) e l’Unione dell’anello al naso (Uan) si trovarono spiazzati quando il “Gruppo misto swing” passò dall’opposizione alla maggioranza suonando un motivetto che più o meno faceva così:”mi vendo, la grinta che non ho…..mi vendo un’altra identità……io mi vendo eh già,a buon prezzo si sa….”

Nel frattempo la zia Carla per non essere da meno intonò il suo inno: “I am an anti-Christ, I am an anarchist……”

La zia era stata assunta come stagista alla Casa del Bianconiglio al posto di una famosa stagista bugiarda e succhiacazzi di cui ora non ricordo il nome.

Quella sera stessa, a più di 50.000 km di distanza, la poco Onorevole Lola S. si diede una sistemata truccandosi con cura gli occhi e le labbra e, dopo essersi incipriata anche le pere, uscì dalla camera 1027 dell’hotel Monkey, per recarsi da Blockbuster.

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La scelta per il film della serata fu però assai complicata: “Umida” di Moana Pozzi oppure “Padre Pio un uomo nel mondo” ?

 

Settimo capitolo

 

Purtroppo il governo non riusciva a trovare le coperture.

Gli incaricati dal ministero, per la ricerca fondi, i due sottosegretari in pelliccia Achille L. e Sfera EB, avevano miseramente fallito.

Si decise allora di andare in Europa a batter cassa ed il nostro Premier si incontrò con il presidente Uéee. Babbo Natale, non avendo ancora una first lady, s’accompagnò con una escort ucraina

Ci mandarono a cagare !

Gli unici che potevano darci una mano a tirar su un po’ di grana erano quelli del Partito delle Puttane (PdP), ma stavano sempre sul marciapiede e inoltre erano degli avari.

Nel frattempo l’Onorevole Lola S., aveva avuto un’idea e si iscrisse ad un corso di lap dance.

Forse la crisi poteva essere risolta dimenandosi un po’.

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capitolo ottavo

 

Quando la zia Carla terminò lo stage alla Casa Bianca, decise di aprire un bar in società con Lemmy dei Motorhead.

Qualche mese dopo la morte di Lemmy, il premier Babbo Natale passò per una bevuta con le sue sottosegretarie, la signorina Rapa e la signorina Spacca. Il premier confidò alla zia che non ne poteva più di andare in giro col cappello in mano a cercare coperture economiche. Tanto valeva aprire un bordello che un paio di sottosegretarie da farci lavorar dentro le si trovava.

Nel frattempo nella stanza 1027 dell’hotel Monkey, la nostra poco onorevole Lola S. si stava cucendo un “costumino” nuovo per la gara di lap dance a cui si era iscritta.

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Il primo premio era di €1000 e avrebbe risolto molti problemi.

 

Nono capitolo

 

Il nostro premier Babbo Natale, stanco di cercare fondi a destra e a manca nel bel paese, decise di farsi un viaggetto nelle Americhe accompagnato da un paio di sottosegretarie, da sotto scrivania.Il viaggio fu affrontato in chopper alla “easy rider”.

Fu nei pressi di Tumminson nell’Ohio che si decise di passare alle maniere forti e di organizzare una bella rapina con spaccata.

Convocò quindi le sue fide sottosegretarie, la signorina Rapa e la signorina Spacca, per coinvolgerle nel suo piano di stabilità quinquennale. Si camuffarono con le maschere di alcuni famosi politici e passarono all’azione. Babbo Natale indossò la maschera di Al Capone, la Rapa si travestì da Bruno Vespa mentre la signorina Spacca si trasformò nel pupazzo “Rockfeller”.(Ma il corvo Rockfeller era un politico ?)

Nel frattempo, nella camera 1027 dell’hotel Monkey, l’onorevole Lola S. si stava dimenando in vista della gara di lap dance.

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Il primo premio, da 1000 euro, doveva essere suo !

 

capitolo decimo

 

La rapina alla banca di Tumminson, fallì miseramente.

Scattarono gli allarmi ed arrivò la polizia incazzata più che mai.

Mentre la sottosegretaria Rapa (di cui poi si persero le tracce) cercava di coprire la ritirata, mostrando la patata, il premier Babbo Natale e la sottosegretaria Spacca sì diedero alla fuga dopo essersi travestiti da travestiti.

Pare che il presidente del consiglio se ne fuggì in Tunisia, anche se qualcuno lo avvistò a Phuket, e comunque di lui nessuno ebbe più notizie.

Nel frattempo nella cantina dell’hotel Monkey stava cominciando in gran segreto la gara abusiva di lap dance. Prima regola della cantina dell’hotel Monkey: nessuno parli dell’hotel Monkey . Seconda regola della cantina dell’hotel Monkey : non dovete parlare mai della cantina dell’hotel Monkey. Terza regola della cantina dell’hotel Monkey: se qualcuna grida basta, si accascia, è spompata, fine delle danze. Quarta regola: ci si attacca e ci si dimena solo una per volta.

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capitolo undicesimo

 

Dopo la fuga del premier , il Parlamento cercò di mantenere la banana……. cioè voglio dire, la barra dritta.

Ora andava individuato un nuovo presidente che facesse dimenticare i disastri di quell’alcolizzato del Babbo.

Ci voleva una mossa a sorpresa !
Ci voleva una donna.
La prima donna Premier !

Una Angelona culona…..

Magari non proprio come quella famosa , ma una donna.

Il Presidente della Repubblica, in concentrazione Zen, stava meditando sul da farsi. Vestito da Dart Fener stava facendo la maglia nella sala anale*

Nel frattempo, nella stanza 1207 dell’hotel Monkey, squillò il telefono ma l’onorevole Lola S. era impegnata per i cazzi suoi e non rispose; se ne stava, bellabella, a cavallo di una gigante pannocchia gialla, vestita da cowgirl.

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*la sala anale si differenzia da quella ovale americana per le differenti pratiche che vengono svolte dalle stagiste.

 

capitolo dodicesimo

 

Quando si sparse la voce che il nuovo premier sarebbe stato una donna il “Partito delle Puttane” esultò !

Quando poi si fece il nome di Lola S., partì la “Ola” in ogni dove !

La zia Carla fu la prima a rilasciare una dichiarazione: “Con Lola premier ogni desiderio sarà esaudito. Pensate, questa ragazza sa fare anche la pasta fatta in casa, oltre ad altre cose fatte bene, sul divano, sul letto, sul balcone, sulla scrivania e pure sul tappeto.

Nel frattempo, nella stanza 1027 dell’hotel Monkey, la nostra onorevole stava facendo il bagno con la sua compagna Lola Falena e ……..

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capitolo tredicesimo

 

L’onorevole Lola S. fu nominata prima ministra dal tranquillo Presidente della Repubblica che dichiarò: ” non sono un notaio ma un tatuatore !”

Subito il partito Uan scese in piazza in segno di protesta contro il degrado morale.

Nel frattempo, in gran segreto, l’ex premier era rientrato in patria.

Combinazione volle che, sotto falso nome, trovò alloggio all’ hotel Monkey, nella stanza n° 1027 .

Babbo Natale, disfò i bagagli e senza perdere tempo telefonò alla reception; per festeggiare il suo ritorno all’ovile, prenotò una sauna con mignotta.

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Quattordicesimo capitolo

 

Tra i primi provvedimenti della nuova premier Lola S. ci fu quello di annettersi anche il potere temporale e nominò papessa la sua amica Lola Falena.
Dopodichè diede la possibilità anche ai gruppi separati di fare la comunione e i “Ricchi e Poveri” ne furono contenti.
Subito insorsero tutti i baciapile dell’ Unione dell’anello al naso (Uan), ma la Lola fece partire un gran carnevale e fece passare in second’ordine le loro proteste.
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Nel frattempo, nella stanza 1027 dell’hotel Monkey, l’ex premier Babbo Natale se la stava spassando. Mentre giocava al gioco della bottiglia con un paio di hostess brasiliane, tra sè pensò: “Ma a me, cosa cazzo me ne frega ?!”

Quindicesimo capitolo

Per qualche mese non successe nulla; il paese era felice e tutte erano spensierate. La Lola e la papessa slinguavano rilassate nella santa sede che, nel frattempo, era stata trasferita dal Vaticano a Las Vegas.

Al bar bordello di zia Carla era tutto un giro di leader di partito che andavano e venivano con piacere, per piacere.

Gli unici ad essere incazzati erano quelli dello Uan (Unione dell’anello al naso) che, tra un requiemeterna ed un rosario, si facevano le seghe mentali con i loro amici invisibili. Erano sempre tutti vestiti di bianko, maskerati con dei kappucci a forma di spillo; bruciavano “cose” ed appendevano agli alberi “cosi”.
La loro leader, l’onorevole Nella Senti, nutriva una forte invidia nei confronti della bellezza delle chiappe, piccole e ben tornite, della premier Lola S. e, si sa, l’invidia é una gran brutta bestia.

Nel frattempo, Babbo Natale, nella stanza 1027 dell’hotel Monkey stava cercando qualcosa.

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p.s. Ma cosa stava cercando Babbo Natale?

1- il vecchio contratto di governo

2- il tappo della bottiglia utilizzata per giocare con le due hostess brasiliane

3- la password per accedere alla piattaforma Rousseau

4- la sua dignità

Mentre siete lí curiosi che aspettate un nuovo episodio, votate !

 

Sedicesimo capitolo

 

In un caldo lunedì mattina di Giugno all’improvviso il cielo si squarciò.

Quasi tutti si aspettavano dio, ma dalle nubi apparve un disco volante che si appostò 300 metri sopra al palazzo della Lola.

La nostra premier era felice perchè era lunedì, era appena tornata da un party e non voleva essere disturbata. Al mercoledì le giravano le palle, ma al lunedì no !

Se ne stava bella bella a trastullarsi sul lettone ripensando all’ultimo flirt avuto nel parcheggio della discoteca “Zang Tum tong tang” con una donna nana.

All’improvviso dovette tornare in sè.

Un boato la fece sobbalzare. Il generale Ratzingun XVI, senza consultarla, aveva fatto aprire il fuoco contro l’invasore alieno.L’oggetto non identificato schivò il colpo e, ruotando sulla destra, mostrò un’inequivocabile scritta: Uan !

 

Nel frattempo, a 500 km dai palazzi del potere, qualcuno stava cucinando due uova in camicia.

 

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p.s. ricetta per le uova in camicia:

Prendi una pentola e riempila a metà con l’acqua calda. Aggiungi il sale e l’aceto.

Fai bollire . Quando l’acqua bolle, abbassa il fuoco e prendi un cucchiaio di legno. Mescola l’acqua formando un piccolo vortice. Togli il cucchiaio e lascia continuare il mulinello.

Apri un uovo facendo attenzione a non rompere il rosso.

Fai scivolare l’uovo nel vortice con un gesto deciso ma delicato.

Alza il fuoco e fai bollire l’acqua, il bianco si deve rapprendere e il tuorlo deve rimanere semisolido. Il tempo di cottura è di circa 5 minuti.

Raccogli l’uovo con un mestolo bucato. Ora l’uovo in camicia è pronto !

Ora fanne un altro.

 

Diciassettesimo capitolo

 

Quei bigottoni dell’Unione dell’anello al naso (Uan) avevano inscenato una miserabile invasione aliena, ma erano stati scandalosamente scoperti.Che venissero da Marte era risaputo, ma che arrivassero a tanta idiozia non se lo sarebbe aspettato nessuno.

Nel frattempo un’altra calamità stava minacciando il nuovo governo: la fine del campionato di calcio e l’esclusione dai campionati del mondo della nazionale azzurra.

 

Alla nostra premier non piaceva il calcio; Lola S. amava lo skateboard ed anche a noi cominciava a piacere.

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Le sue acrobazie sulla tavola erano simili a quelle che effettuava nei cessi della discoteca, ma lì  aveva bisogno delle ginocchiere.

Il popolo però amava il calcio e senza calcio, nei bar, si sarebbe parlato solo di politica e di spread. Fu allora incaricata la zia Gianna (sorella di Carla e nuova ministra al tempo libero) affinché organizzasse dei mondiali extra con le altre squadre escluse dalla massima competizione. Ecco il sorteggio…..noi finimmo in un girone di ferro con S.Marino, Andorra e Città del Vaticano

Ne venne fuori un bel torneo, ma a quel punto la FIFA s’incazzò ed organizzò una marcia di protesta con Platinis, Platinette e quell bell’omino di Blatterx

 

Diciottesimo capitolo

 

Dopo aver organizzato dei mondiali di calcio “abusivi” , i vertici della FIFA ci espulsero dalla federazione.

La nostra premier prese allora la palla al balzo e vendette tutti gli stadi ai cinesi e col ricavato estinse il debito pubblico.

Alle scene di giubilo per la ritrovata indipendenza economica, fecero da contraltare le sommosse popolari degli ultras a cui partecipò anche l’ex premier Babbo Natale indossando la maglia numero 10 dell’Avellino: era quella di  Barbadillo . Lola S. non si fece intimorire e vendette ai cinesi anche gli ultras, che furono impiegati nel manufatturiero nel reparto striscioni.

Nel frattempo, avendo risolto tutti i problemi del paese, la nostra premier organizzò dei festeggiamenti istituendo le ferie di cittadinanza e tutti ce ne andammo al mare. La Lola, col suo bel perizoma piantato tra le chiappe, si divertì un sacco a giocare con le onde.

 

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In Europa erano però tutti incazzati, poichè non potevano più tenerci per le palle.

Il capo delle banche Drago Marzio telefonò a tutti i suoi contatti, compresi quelli che aveva trovato sui muri dei cessi della stazione. Lola S. doveva cadere, essere sfiduciata, esiliata.

Nel frattempo, 500 chilometri più a est, due sfaccendati, dai nomi che magari ora non vi dicono nulla, tali Hunter Viniskia e Calvo Pepàsh, stavano partendo in vespa da Burcaiu (piangente paesello sperduto tra i Carpazi) con 1027 euro in tasca e due zaini pieni di quaderni e liquori.

(fine prima serie)

 

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