La bibbia moderna

LA BIBBIA MODERNA

 

(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Si consiglia la lettura cliccando prima sul link musicale).

primo capitolo

10,30 p.m. in un luogo imprecisato della bassa padana

Non c’era molto tempo, andavo di fretta.
Guidavo sulla statale tra i corpi di nutrie spiaccicate sul ciglio della strada; dalla mia libreria Spotify erano sbucati gli Psichedelic Fours, Forever Now. Mai pezzo fu più indicato alla mia situazione di stallo ma verosimilmente prossima al cambiamento. Alessia mi stava aspettando e probabilmente ci saremmo mandarti a cagare per sempre.

Lei non aveva gradito la mia piantagione di marijuana, grondante di resina e oramai prossima al raccolto. Ma gli affari erano affari e non sarebbe stata una cagnetta perversa avvezza al bdsm a farmi uscire dal giro del commercio.

Quando entrai nel mio profumatissimo appartamento lei non c’era già più. Meglio così.
Non feci neppure in tempo a mettere le chiavi dalla macchina sul solito tavolino, oramai saturo di ogni schifezza possibile ed immaginabile, che bussarono alla porta.

Tony entro’ senza neppure attendere il mio:” avanti è aperto”. Tony non aveva una bella cera. Il suo colorito era verdastro; sembrava appena sceso da un’ astronave, restituito dagli alieni che si erano accorti di aver rapito l’uomo meno interessante di tutta la pianura padana.

(questo è Tony)

Nel frattempo, a qualche chilometro di distanza, il signor Giovan Battista aveva appena benedetto sua moglie Maria con una mazza da baseball ed ora stava cercando di farne sparire il corpo senza lasciare in giro troppe tracce; roba complicata di questi tempi.

secondo capitolo

2 a.m. In un luogo puzzolente della Bassa Padana.

Alessia se n’era andata ma si era tenuta le chiavi di casa mia. Probabilmente sarebbe tornata. E così fece. Entrò di soppiatto durante la notte a ritirare la sua valigetta con guinzaglio, collare, la Ball gag ed il libro dell’Apocalisse che amava recitare durante le sue performance. Uscendo scavalcò Tony, che dormiva su di un materasso in mezzo al salotto, e come al solito non chiuse a chiave la porta.

Alessia era fatta così, molto fatta, e spesso lavorava di notte.

(questa è Alessia)

Nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza dalla casa del nostro anonimo cuore infranto, il signor Giovan Battista aveva portato la moglie, avvolta in un bel tappeto afgano, fino ad un cantiere di case in costruzione. Si era poi arrampicato in cima ad una impalcatura con in spalla il tremendo fardello e, srotolato il tappeto, aveva lanciato nel vuoto il cadavere per inscenare un suicidio. Dopodiché, nel silenzio dell’oscurità, se n’ era tornato a casa.

terzo capitolo

4 a.m. in un luogo impalpabile della bassa padana

Stavo per tornarmene a letto quando qualcuno bussò vigorosamente alla porta.
Era una notte di merda, non avevo ancora chiuso occhio, e potevo aspettarmi di tutto.
Scavalcai Tony ed aprii solo un angolo della porta; venni subito spinto dentro da due bellimbusti che non promettevano nulla di buono. Dissero poche parole:” la tua coltivazione non è ben gradita….. Vedi di liberartene oppure alla prossima occasione non verremo qui a parlare”. Dopodiché uno dei due estrasse uno Zippo e diede fuoco alle tende della finestra; subito corsi in cucina a prendere acqua, mentre i due energumeni ridendo se ne andarono.

(questi sono i due bellimbusti)

Nel frattempo, a circa un’ora di macchina dalla casa dalle tende incendiate, il signor Giovan Battista si era reso conto che la polizia scientifica avrebbe potuto facilmente constatare che la tragica fine di sua moglie non sarebbe potuta essere compatibile con un salto nel vuoto. Tornò quindi al cantiere, riprese il corpo, arrotolandolo nuovamente nel tappeto, e lo riportò a casa. Domani con calma avrebbe deciso il da farsi.
Quanta fatica e soprattutto quanta pazienza che neppure Giobbe, pensò il signor Giovan Battista mentre infilava la propria auto in garage.

quarto capitolo

11,40 a.m. in un luogo bigio della bassa padana

Quando mi svegliai aprii gli occhi e subito scattai fuori dal letto; immediatamente mi misi alla ricerca del telefono…. Il mio appartamento era una pattumiera. Dal piano di sopra mi arrivava una musichetta celestiale. Nel corridoio inciampai in Tony. Bestemmiai ed invocai gli alieni affinché se lo venissero a riprendere.

Telefonai a Bruno l’imbianchino; mi serviva un fucile a canne mozze per difendere la mia attività dalle minacce di quei due scagnozzi mandati da chissà quale famiglia.

(questo è Bruno l’imbianchino)

Nel frattempo nel suo appartamento, a pochi chilometri dalla casa del nostro anonimo coltivatore di ganja, il signor Giovan Battista stava facendo colazione. Anche lui aveva avuto una notte movimentata, ma ora doveva sbrigarsi. Il corpo di sua moglie, ancora avvolto nel tappeto, stava cominciando a puzzare. Accese un incenso al patchouli dopodiché trascinò il cadavere giù in garage.

quinto capitolo

9,00 p.m. in luogo reumatico della bassa padana

Il signor Giovan Battista aveva ricaricato la moglie in macchina. Tutto questo stava diventando una grottesca tiritera, pensò tra se. Un’ora dopo arrivò al fiume, approfittando delle prime tenebre e di una sera senza luna, tolse il cadavere dal bagagliaio, gonfiò un materassino da spiaggia vi adagiò sopra il tappeto con la moglie e come un marines in Vietnam si incamminò nell’acqua gelida. Arrivato dove il fiume é più profondo, bucò il materasso e buonanotte. Disse anche una preghiera che faceva più o meno così: “Vai al diavolo, brutta strega !”

Nel frattempo, a circa mezz’ora di monopattino dalla riva del fiume, a casa mia era arrivato Bruno con la solita tenuta da imbianchino, la scala, le taniche ed i pennelli. Era una fantastica sceneggiata. Dalle latte di vernice uscì un po’ di tutto, ma non il fucile a canne mozze tanto desiderato. Mi accontentati di una Beretta M92 con silenziatore.

(questa è più o meno una M92 con silenziatore)

Ci fumammo un bong e pure Tony l’alieno si unì a noi. Poi alla porta bussò Drake ed anche lui si unì alla fumata e poi si comprò 5 cime. E venne infine Scotty ed anche lui al mercato due cime comprooooò.

sesto capitolo

2,00 p.m. in un luogo poco trafficato della bassa padana

Il signor Giovan Battista aveva finalmente risolto il problema moglie. Ora rimaneva quell’altro problema: doveva sostituire il tappeto del salotto. Decise quindi di dirigersi verso Divani&Tappeti dove era in corso la solita vendita promozionale. Arrivato ad un incrocio, senza troppo badar, svoltò per andare a sinistra ma sarebbe stato meglio aver prima dato una seconda guardata. Tony l’alieno trippatissimo centrò in pieno l’utilitaria del sior Giovanni che ci restò sul colpo.

Tony, malconcio ma illeso, nonostante la strippa capì subito di essere nella merda fino al collo. Nessuna macchina, complice il coprifuoco covid19, aveva assistito al frontale. Caricò il corpo di GB sulla sua jeep e si diresse verso il fiume imboccando una strada di campagna. Arrivato nei pressi del ponte della ferrovia ci salì trascinandosi il morto e, dopo aver riempito di sassi le tasche del pensionato, recitò una preghiera che faceva più o meno così: “fa che non mi veda nessuno, fa che non mi veda nessuno”. Poi lo buttò nel fiume.

Nel frattempo alla porta della casa della ganja avevano bussato le cheerleader Clara e Nadia.

(queste sono Claudia e Nadia)

Dopo due cilum e un paio di birre a turno ci inginocchiammo ed anche noi recitammo qualche preghiera.

settimo capitolo

ad un orario imprecisato in un luogo puzzolente della bassa padana

Non ricordo a che ora, ma quella mattina bussarono alla porta molto presto. Ero già bianco di mio in volto e quando sbirciai nello spioncino, vedendo i due bellimbusti che mi avevano fatto visita un paio di giorni prima, accompagnati da Gino tre denti, sbiancai ulteriormente.
Corsi in bagno a prendere la mia M92 che avevo nascosto sopra lo sciacquone e me la infilai nella cintura dietro la schiena.
Presi coraggio ed aprii. Gino tre denti mi fece un bel sorriso (si fa per dire).
Sorprendentemente non mi fece spaccare la testa ma mi offrì, con un discorso colmo di sottintesi, di entrare a far parte della sua banda.
” Pensaci ragazzo ! Per me ti conviene”.
Forse mi sarebbe convenuto; probabilmente con un accordo di questo tipo avrei mantenuto due arti superiori e due arti inferiori, senza parlare di tutti i miei bellissimi denti che erano, oltre alla mia piantagione, l’invidia di Gino.

(questo è Gino tre denti)

Nel frattempo, a circa 50 km di distanza dal luogo del probabile losco accordo, alcuni ravers stavano preparando un piccolo palco all’interno di un capannone dismesso; collegarono anche una decina di enormi casse audio che, nelle prossime sere, avrebbero sparato musica techno a volume velenoso, rovinando la quiete di quella sperduta area immersa nel marcio acquitrinoso della pianura padana. Sicuramente i pochi pensionati rimasti residenti nella zona sopravvissuti al covid-19, avrebbero prima allertato le forze dell’ordine e subito dopo pregato il loro dio affinchè facesse cadere dei fulmini sul party. La paura del contagio avrebbe però, con ogni probabilità, fatto desistere qualsiasi maresciallo dal fare intervenire i suoi uomini e sul fatto che il loro dio potesse scagliar saette….si vabbè.

ottavo capitolo

ore 2.00 p.m. in un luogo infetto della bassa padana

Quando Tony l’alieno mi messaggiò, stavo annaffiando le mie piante di Purple Haze: “questa notte ore 23 rave party zona industriale di Offengo Marciano. porta anche un po’ di figa”.

Telefonai allora alle sorelle Lucia Pia e Maddalena La Manna, ch’erano le figlie del sindaco nonchè devote figlie di Maria durante il giorno e di maria durante la notte.

queste sono le sorelle La Manna

Ero stanco, non avevo dormito molto. La visita di Gino tre denti mi aveva reso pensieroso per tutta la notte ed insonne come un pavido curato manzoniano. Ora il rave party non mi avrebbe certo fatto recuperare ore di sonno, sarebbe però sicuramente servito a cancellarmi dal cervello ogni preoccupazione.

Furono poi le due sorelle La Manna, venute dal cielo, che completarono l’opera di alleggerimento dei miei pensieri e soprattutto dei miei coglioni.

nono capitolo

2,00 a.m. in un luogo inquinato (acusticamente parlando) della bassa padana

Arrivammo al rave e ad una cert’ora eravamo tutti strafatti, tarantolati e sopraffatti dal rumore.

Ai più certe sonorità apparivano però come musica celestiale, invitante all’amore. Eravamo ad un passo dal paradiso e per ingraziarci ulteriormente gli dei organizzammo anche sacrifici umani. Ma non mi soffermerò ora su questi biblici particolari poichè la cosa più incredibile che accadde quella notte fu più vicina ad un’apparizione, diciamo un incontro ravvicinato, una visione, un trip.

Ed ecco che si squarciò il cielo; una luce avvolse il festante mucchio selvaggio che in quel momento si stava accoppiando con le sacerdotesse La Manna le quali, grondanti piacere ed estasi, sembrava stessero facendo da tramite con la divinità.

(ecco più o meno quello che mi apparve quando si squarciò il cielo)

Di quel che fecero poi le sorelle Lucia Pia e Maddalena La Manna non vi dirò altro, poichè null’altro ricordo se non ch’io all’improvviso scomparvi.

decimo capitolo

6,66 a.m. in un luogo disabitato e sabbioso della bassa padana

Non so quanto tempo dopo, non ricordo proprio nulla, mi ritrovai vestito di stracci nel deserto………..

Non ero stanco o affamato, stavo bene; si certo, un po’ strambo mi sentivo, ma tutto sommato lo ero sempre stato.

Comunque, son li che vagabondo senza meta che ad un certo punto arrivo nei pressi di un’oasi dove si era radunata un sacco di gente. Riconobbi le due cheerleader Nadia e Claudia che festanti correndomi incontro sbatacchiavano i loro pon-pon. C’erano pure Tony con Bruno l’imbianchino che indicandomi con l’indice mi incoraggiavano.

Ma cosa cazzo dovevo fare !?

Tutti erano li ad aspettarmi. In qualche modo avevano saputo della mia venuta.

Poi arrivo davanti ad un grande fiume, o forse era un lago, o forse un mare……..ma fa niente, è uguale. Comunque, per farla breve comincio a battezzare gente con l’acqua del fosso (?) tra cui un Gino tre denti sempre sorridente, come ai vecchi tempi; battezzo anche i suoi apostoli bellimbusti e battezzo anche Drake e Snoop, dopodichè, già che son lì, alzando le braccia al cielo, separo le acque dell’oceano (!) e sul fondo, nel fango, vedo i corpi del signor Gian Battista e di sua moglie Maria.

Li resuscito tra lo stupore di tutti. Il signor Gian Battista, nel rivedere la moglie, tira giù tre o quattro bestemmie che per poco non si richiudono le acque.

Faccio quindi attraversare il mare a quell’accolita di puttane e puttanieri e conduco il mio popolo sull’altra sponda e da li fin sulla soglia di casa mia.

Ad aspettarci sull’uscio della casa della ganja c’erano le sorelle La Manna.

Entriamo e le sorelle fanno accomodare tutti ad un lungo tavolo………

……… ed io presi il cilum, resi grazie, sbriciolai le cime della Purple Haze, lo caricai e dissi: ” questa e la mia ganja, prendetene e fumatene tutti……Fate questo in memoria di me”.

Pochi minuti dopo tutti sorridevano.

FINE