Commedia Sghemba

(La commedia fu scritta da me e da Calvo Pepàsh via email, senza nessun tipo di accordo a fine inverno, durante la campagna elettorale che portò poi al governo gialloverde. Beppe Cerutti diede il via e mi chiese di seguirlo. Poi successe che fu lui a dover rincorrere me. Alcuni riferimenti non saranno di facile comprensione poichè si rifanno a personaggi della politica locale. Ma voi fate finta che si parli della vostra sindaca o del vostro assessore ai lavori pubblici ,che tanto sono cose che in Italia succedono un po’ ovunque).

Commedia sghemba

Atto primo

L’inizio

(Calvo Pepàsh )La Città Giocattolo era in fermento e neppure l’ultima sfilata del Carnevale era riuscita a smorzarne gli ardori: in padella le elezioni politiche soffriggevano a fuoco lento e per la piazza giravano sguardi assassini. Evidenti al mio occhio sgamato. I procacciatori di voti e di promesse erano già all’opera.

Venni distratto dal passaggio della “Brontolona” con il suo consueto codazzo di ammiratori. Di sicuro era la donna più bella del circondario, di una bellezza insieme prosperosa ed eterea, silfide giunonica, desiderio insoluto di numerosi libretti di risparmio postale. Baggianate. A quella lì non gli andava mai bene niente e se t’azzardavi ad offrirle un fiore di campo lo sdegnava: o rose e niente. Insomma, una stronza. Mi sovvenne, però, che in processione adorante vi era anche Hunter Viniskia, cinico militante attivista del partito avverso, e se quello si prestava al gioco, voleva dire che il cerchio non quadrava. Il gioco mi apparve chiaro: accaparrarsi le simpatie della smorfiosa per portare fieno in cascina.

Non mi freghi, Hunter. Mi staccai dalle colonne del portico e mi sistemai alla testa del corteo con il migliore dei miei sorrisi: “Posso offrirle un maraschino?”

(Hunter Viniskia) Come al solito quel “nonnominkia” del Pepàsh, aveva preso lucciole per lanterne.

A me la regina Stufania non interessava, ma proprio per niente, e se devo dirla tutta, io non interessavo a lei.

Probabilmente manco mi conosce. Magari ha letto qualche mio sproloquio ma comunque, quando ci si incontra per la strada, lei fa finta di non conoscermi.

Io però la saluto apposta e lei, fingendo stupore, mi risponde con un vago “Aaahhhh, ciao…. Non ti avevo visto !”

Col piffero che non mi avevi visto !

Probabilmente sono stati questi incontri, per altro casuali, a fare insospettire quel geloso del Calvo Pepàsh.

Comunque confermo e ribadisco il mio totale disinteresse nei confronti della nostra regina.

Come faccio ad invaghirmi di chi sbaglia quattro volte una rotonda o costruisce un gattile senza avere un mezzo felino da buttarci dentro ?

Atto Secondo

Inciuciamo ?

(calvo pepàsh )Mentre stavo cenando con la “Brontolona” al lume di candela al neon con tortelli cremaschi e maraschino (si sposano che è una meraviglia!) venni raggiunto da una telefonata del KeBeGhe. Una voce metallica disse: “Okkio all’Hunter, spergiura che a lui di quella lì non gliene frega niente. Indaga.” È proprio vero che a Mosca non capiscono un cazzo. È certo che nega, ché se lo becca la morosa a fare il cascamorto con la “Brontolona” sai il casino che ne viene fuori!? “Scusami, i soliti contrattempi”, dissi alla più bella del reame, del resto indifferente perché appesantita dal piatto casereccio. Mi allontanai con una scusa e richiamai i moscoviti: “Oèi, aggiornate il conto spese, che quella mangia da far paura. Dasvidania.”

Passai a illustrarle i fantasmagorici scenari che si sarebbero potuti aprire se lei avesse aderito alla nostra causa. Rispose che le andava bene tutto, a una sola condizione: “Niente potere al popolo, che poi sappiamo come va a finire. Non vorrei fare la fine di Maria Antonietta.” Che dire? Di sicuro una donna di carattere e con le idee chiare, ma prevalse l’indignazione e a muso dure le dissi: “Se la metti così vuol dire che per il conto ognuno paga quello che ha consumato, ciao!” Uscii sbattendo la porta. Con la coda dell’occhio notai alcune figure che sgattaiolavano furtivamente dentro la “Strécièta”. Nell’aria era rimasto un alone di polvere di stelle.

(hunter viniskia)Continuavano a girare voci in merito a un mio interessamento politico-intellettuale nei confronti della Stufania e dei suoi compagni di merende. Niente di più falso ed ingannevole.

Io con gente carente in senso dell’umorismo e di ironia non potevo avere nulla a che fare.

Non passava giorno che qualcuno, il Calvo Pepàsh era tra questi, non mi accostasse ad una regina o ad un cavaliere o peggio ancora ad uno di quei Longobardi dalla pochette verde. Con tutta questa gente avevo già avuto a che fare e nessuno di questi si era dimostrato all’altezza e ricco di spirito.

La mia satira aveva messo in risalto con espressioni ironiche, tendenti allo scherno e all’invettiva, i loro costumi e atteggiamenti. Ma mentre il cittadino rideva loro si incazzavano !

(Cosa avesse poi il cittadino da ridere delle loro cazzate, che poi puntualmente si ritorcevano sul cittadino stesso, non l’ho mai capito. Il cittadino a volte si comporta come uno schizofrenico che piange e ride, come una vecchia isterica in menopausa che si fa di Sherry già alle 7:00 del mattino; massima stima per voi cari compaesani, non è facile ridere dei disastri dei potenti mentre sei lì appecorinato !)

Proprio mentre vi stavo scrivendo queste mie memorie, coincidenza volle che mi squillò il telefono.

Una voce anonima da un numero sconosciuto mi mise in allarme:

” Senti Hunter, qui qualcuno ha tradito, qualcuno sta cercando l’inciucio !”

Non feci in tempo a chiedere spiegazioni; immediatamente riappese.

Subito pensai al kgb, alla CIA e a mia zia Carla che spesso, facendo l’accento svedese, si divertiva a tirarmi dei brutti scherzi.

Chiunque tramasse per accordi segreti, tutti lo sapevano, l’avremmo appeso per le palle.

Nessuno, per paura di perdere i propri gioielli, si sarebbe dimostrato così impavido.

Atto terzo

Le spie

(calvo pepàsh)Mosca ha categoricamente smentito le voci secondo le quali hacker russi siano al lavoro per influenzare le elezioni politiche italiane. E vorrei vedere che le confermassero?! Sai che figura di merda ci farei? Tuttavia non si può fingere che da quelle parti si guardi al prossimo 4 marzo con molto interesse (qui lo scrivo e qui lo nego). Il messaggio in codice parlava chiaro: “Molla Brontola e indaga su chi non potrebbe essere appeso per le palle. Ps. La prossima estate Wldmr Ptn verrà a Crema per visitare i luoghi ripresi da Gdgnn. Passo e chiudo.” Tse, aspetto loro! Le cose vanno chiamate per nome: la zia Carla. Appena la incontro sul mercato di via Verdi ci offro un maraschino. “Perché proprio al mercato?” (messaggio in codice da Mosca). (Messaggio in codice da Crema): “Perché è un altro di quei posti della Città giocattolo dove noi del mestiere ci diamo appuntamento per passare inosservati: il rapporto tra casalinghe e agenti segreti è di una a quattro. Passo e chiudo.”

Mi dice: “Giovanotto, guardiamoci negli occhi: punto 1, lei per chi lavora? Punto 2: a me il maraschino mi fa cagare! Punto 3: se incontra quel bamba di mio nipote ci dica di smetterla di tirarmi in ballo. Cazzo, ho la casa piena di agenti segreti che s’abbuffano a tortelli! Punto 4: gradirei un caffè, grazie.”

Mi dica, zia Carla, mi permetta la confidenza, ma con gli spioni , di cosa parlate?

“Cazzate, missili nucleari e crisi nordcoreana. Così distolgo la loro attenzione dalle cose nostre.”

(hunter viniskia)Mia zia Carla non c’ entrava nulla !

Millantava.

Aveva sempre esagerato in tutto, anche quando gestiva una casa chiusa, andava in giro a raccontare che da lei erano venuti l’avvocato, il cavaliere e pure il presidente.

Tutte fregnacce !

Lasciai che Calvo Pepàsh e il kgb abboccassero all’amo e perdessero il loro tempo, seguendo la pista sbagliata.

Il 4 marzo intanto si avvicinava e qualsiasi situazione andava sfruttata a nostro vantaggio.

Le voci su possibili traditori, disposti all’inciucio, continuavano a circolare di bocca in bocca. Giravano nomi di esponenti di spicco, pronti a salire su qualsiasi carro, compreso quello del “giùss” !

Detto tra noi, a me non fregava un cazzo !

Io ero interessato al cambiamento culturale e il mio mezzo per ottenerlo era diventato ” lapresaperilculo” !

Certo, ogni tanto qualcuno si incazzava e minacciava querele; noi allora, pavidi, e soprattutto senza soldi per pagarci un avvocato, ritiravamo il pezzo, ritrattavamo ogni cosa, ci inginocchiavamo disposti anche a baciar pantofole. Ma (perché c’è sempre un ma), tutto questo non poteva impedirci di pensare che, quello che avevamo scritto, fosse vero !

Perché alla fine era vero !

Atto quarto

Le opinioni militanti

Calvo Pepash Premetto che non sono un elettore del Pd ma, come si dice, “a Cesare ciò che gli spetta.” Il candidato al Consiglio regionale per la nostra  provincia , ha ottenuto 4217 preferenze. Mica bruscolini, eppure sembra interessare poco. Andando un po’ a spanne, con quei voti, si sarebbe tranquillamente potuto presentare alle porte del Parlamento. Mi permetto una sola considerazione: Il Pd provinciale è una realtà capace di attivare in maniera compatta le proprie forze e renderle partecipi di uno sforzo collettivo che ha dato risultati. Nessun mal di pancia. Ne prende atto e auguro all’assessore musico buon lavoro e che la mia sinistra mediti.

Hunter Viniskia Però sugli oboli non ha risposto !

Calvo Pepash Mi sa che non hai capito

Hunter Viniskia Neanche tu

Calvo Pepash La mia breve riflessione si riferisce a ciò che il Pd locale è stato capace di mettere in campo, ottenendo un risultato più che lusinghiero. Lì mi fermo. I dettagli li lascio a te.

Hunter Viniskia La mia era una precisazione caustica….. Magari se ci avessero raccontato questa storia sugli oboli……

Calvo Pepash Mi pare che non tieni conto, o non vuoi tenerne conto, di ciò che sto dicendo: nella nostra zona il Pd conferma una capacità di mobilitazione notevole.

Hunter Viniskia Ma tu non vuoi capire….mobiliti ma non racconti tutto…..

Calvo Pepash Rifletti: non racconti tutto e te lo posso anche passare, ma ciò nonostante 4217 voti sono lì da contare.

Hunter Viniskia 4217 salamelle

Calvo Pepash Vedo che non accetti la realtà: che siano salamelle o altro non cambia il risultato. Passami la battuta, ma la citazione delle salamelle mi fa pensare che sei tu a ragionare con la pancia.

Hunter Viniskia Calvo quelle salamelle li le mobilitava anche Rasputin…siamo al nepotismo…..la macchina é ben oliata ed ha resistito solo perché qui erano tutti Bersaniani travestiti da Renziani…..Tutto il resto son fuochi d’artificio contro ordinanza !

Calvo Pepash Rispettabili opinioni tue

Hunter Viniskia É sempre un piacere chiacchierare con lei signor Calvo Pepash, direi di trovarci per approfondire !?

Calvo Pepash Ne sarei lusingato. E con il resto, me la dai sta famosa intervista alla Stufania? Potremmo andarci avanti fino alle prossime elezioni.

Hunter Viniskia La commedia andrà avanti quando avremo tutti i dati ufficiali…..Certo qualche trombato importante per ricamarci ce l’abbiamo…..poi sentiremo la regina cosa vuol dirci…..aspettavo anche Bruno Mattei che é uccel di bosco… Però Calvo Pepash non devi stupirti dell’efficienza della macchina PD cremasca…..é un finto stupore….

Calvo Pepash Hunter, questa storia, se vogliamo portarla avanti, dovrebbe camminare con piedi propri, ci porterebbe chissà dove, ma non farne una questione di militanza politica.

Hunter Viniskia Ma vai tranquillo……si discute, ognuno con la sua idea….la militanza lasciamola stare, che qui si cambia casacca ogni tre settimane….

E comunque eccovi l’intervista alla Stufania……..

Atto quinto

Di quando intervistai la nostra regina

(hunter viniskia) Finalmente, a pochi giorni dal voto, la nostra Regina si decise a ricevermi in gran segreto.

La sua saggezza e la sua nobile lungimiranza già paventavano la tempesta che si sarebbe poi abbattuta sul suo partito.

Sì perché, questa intervista (che non c’è mai stata) mi fu rilasciata qualche giorno prima del disastro PD, ma io, soprattutto per non disturbare la pace dei sensi di Calvo Pepàsh, non ne feci parola con nessuno.

Ora che però tutto si è avverato (perché più di un’intervista fu una profezia), posso tranquillamente pubblicarla.

Ci trovammo una fredda e nevosa mattina di febbraio al rimessaggio dei camion spargisale. Erano le 4:00 a.m..

La Stufania, bardata con pelliccia ecologica, stivali di gomma di Hello Kitty e colbacco, avrebbe guidato tutta la notte per sostituire un autista (probabilmente di centro-destra) assente ingiustificato.

Il piano antineve non poteva saltare per qualche defezione e qualcuno doveva dare l’esempio. Ci si rivolse prima ai suoi Vassalli ma, il fedele musico era impegnato con la campagna elettorale ed il nobile delfino purtroppo non aveva la patente C. Sarebbe quindi toccato a lei risolvere l’ emergenza.

Presi posto in cabina alla sua destra e iniziai l’intervista:

h.v.- Avrei sperato di incontrarla in altre circostanze, mia regina, ma eccoci qui….. Dove spargiamo ?

s.b.- Facciamo gronda Nord, sottopasso Beretta, via Gaeta, viale Santa Maria, Rimembranze, via Cremona, ca’ delle mosche e ritorno……..

h.v.- sale o terra ?

s.b.- adesso spargiamo la terra, poi vediamo !

h.v.- la vedo bella carica……. Ma questo qui….. le fa le doppiette ?

s.b.- sì, sì…. è un ferro vecchio (ridacchiando e sgasando) !

h.v.- caffè ? (porgendole il thermos)

s.b.- grazie, ne avrò bisogno

h.v.- dobbiamo stare svegli tutta la notte…… Così ci alleniamo per la maratona Mentana !

s.b.- dia retta a me, non servirà star svegli ad aspettare le notizie di Chicco…… Le dico io come andrà a finire !

h.v.- dica, dica………

s.b.- finirà che qualcuno verrà spazzato via e questa sarà l’unica notizia…….

h.v.- in che senso, mia regina ?

s.b.- nel senso che, eliminato il bischero, nessuno avrà comunque i numeri per governare e quindi tutto tornerà come prima……. Ritorneremo alle larghe intese con chi ci starà.

h.v.- e chi ci starà ?

s.b.- sempre i soliti !

h.v.- ma, visto che lei, sa tutto…… Il premier, chi lo farà ?

s.b.- sarà un uomo di fiducia del presidente: Carlo Tavecchio !!!!!!!

h.v.- non ci posso credere….. Il grande vecchio sara Tavecchio !? Ecco il perché di Galliani in Parlamento !

s.b.- esatto

h.v.- occhio al guard-rail !

s.b.- visto, visto……

h.v.- quindi nessun governo Di Maio-PD e anche Salvini dovrà rassegnarsi ?

s.b.- Salvini sarà costretto da B. a dare la fiducia ad un governo Tavecchio. Poi in cambio otterrà tutti i voti di Forza Italia alle prossime elezioni.

h.v.- e Gigino che fine farà ?

s.b.- Di Maio si candiderà alle prossime primarie PD ed unirà così i due partiti realizzando completamente la profezia di Fassino.

h.v.- bene, bene….. Occhio al dosso alla bergamasca !

s.b.- visto, visto…….. Certo che anche lui !

h.v.- lui chi ?

s.b.- il mio Delfino sirenetto….. Su questo dosso ho già grattato sotto 20 volte !

h.v.- ok….. Cara Stufy, direi che possiamo fermarci a bere un grappino !?

s.b.- sono d’accordo, direi anch’io che é ora di scaldarci un po’…..

h.v.- fermiamoci qui dal mio amico Zaffa…… Dovrebbe essere già aperto.

Atto sesto

Segreti e mascara

(calvo pepàsh) E così il buon Hunter Viniskia ha combinato un casino della madonna. E non mi riferisco all’intervista magnanimamente concessa dalla Brontolona a un “parvenu” in cerca di notorietà, quanto piuttosto al fatto che quest’ultimo, forse inebriato dalle vicende elettorali, abbia deciso di rendere pubblico il testo di una conversazione “riservata”. Così facendo il Nostro è riuscito in un sol colpo a sputtanare lui e me, almeno sulla piazza locale. Già me la vedo l’accusa: intelligenza con il nemico. Fottuti entrambi. E poi si lamenta che è influenzato da una settimana… Per forza, dico io, se per strappare un’intervista devi andare in giro di notte, sotto la neve, a spargere sale, altro che la febbre ti viene! Comunque io sono tranquillo: avevo annunciato al KeGheBe lo “skup” giornalistico (che del resto era stato proprio H.V. ad anticiparmelo: ciapa su, così impari a tenere la bocca chiusa) e dunque sono stato reintegrato nel grado, però trasferito dalla Città Giocattolo a Capergnanica. Una promozione, perché il comune limitrofo è un eccellente osservatorio per capire le manovre politiche in atto a Roma. E a te, caro il mio Hunter Viniskia, non dirò più un cazzo.

(hunter viniskia) Alla fine l’esito del voto si era rilevato scontato.

Gli inciuci si sprecarono ed io e Calvo ce ne facemmo una ragione.

Decidemmo quindi, restando nelle nostre idee, di collaborare ad un blog e di prendere per il culo tutto lo scibile del genere umano.

Il Kgb e la Cia continuano comunque a tenerci d’occhio nonostante mia zia Carla spesso riesca a depistarli.

Il nuovo governo nazionale prenderà forma anche tenendo presenti i nostri sproloqui, perché nonostante tutto, noi di sussuKandom facciamo tendenza !

Intanto in città, da qualche settimana, si aggirava un assessore “mascarato”.

La nostra regina, nell’ intervista che ci aveva rilasciato (vedi atto quinto) , non ne aveva fatto cenno.

Che non ne fosse stata informata ? Ne dubitiamo ! Il paese è piccolo e la gente è chiacchierona. Anche i sanpietrini di via Mazzini……….

Ma questa è un’altra storia e vedremo più avanti dove ci porterà.

(calvo pepàsh) Dopo la recente “bulgarata” putiniana mi sono sistemato alla grande nella strategica e ridente Capergnanica. Ho corrotto il sacrestano con rinomati prodotti di bellezza per la nipote, mentre per lui ho trovato un unguento miracoloso per la ricrescita dei capelli. Mi ha guardato un poco storto ma l’ho tranquillizzato con un sorriso: “Soddisfatti o rimborsati”. Insomma, roba di contrabbando. Adesso la mia base segreta è sotto la campana maggiore della parrocchia, impenetrabile anche ai raggi X di Superman, la superspia che la Cia mi ha messo alle calcagna. I tappi per gli orecchi me li fornisce direttamente il cosmodromo Kapustin Jar: sono in poliuretano espanso rinforzato e insensibile alle vibrazioni, per capirci, quello usati dagli astronauti. Colazione, pranzo, merenda e cena arrivano sotto copertura (altrimenti si raffreddano); li manda il Pierone, irriducibile nostalgico della Cccp: i messaggi segreti sono celati tra le lasagne, quelli urgenti sono invece nel ripieno dei tortelli. E se nel ripieno vi è qualche residuo di asfalto, allora sono cazzi acidi. La zia di Hunter Viniskia, la sciura Carla, mi ha fatto sapere che la traccia di catrame ha messo in condizioni orgasmiche il nipote. Faccio finta di niente, per adesso, ché le antenne sono puntate su Roma e l’Hunter è già incasinato fin sopra i capelli.

Atto Settimo

Lo sciopero

(Hunter ) L’atto settimo non lo facciamo in segno di vibrante protesta.

(Calvo) Resteremo qui, per dieci minuti, con le braccia incrociate.

(giornalista) “Contro chi protestate ?”

(Hunter Viniskia & Calvo Pepàsh) “Sono cazzi nostri !”

Atto ottavo

Si salvini chi può

(Hunter Viniskia) Le ultime notizie da Roma davano oramai per spacciato il partito della nostra regina.

Tutti avevano il dente avvelenato.

Consiglieri ed influencer non riuscivano a farsene una ragione.

Mentre l’erede al trono s’era dato al fondotinta, la Stufania cercava di abbozzare una timida riscossa sui social anche se la sorte non sembrava essere dalla sua parte; infatti anche la sede universitaria stava per far fagotto.

Oramai eravamo al si salvi(ni) chi può !

Il nostro Calvo Pepàsh non si dava pace e, su suggerimento del kgb, stava cercando di riunire tutti i seguaci bolscevichi per dare immediato inizio ad una controrivoluzione.

Peccato che al momento di comunisti in giro non se ne trovavano più.

Solo mia zia Carla, eterna doppiogiochista, si presentò all’appuntamento nel luogo segreto indicato dal Pepàsh.

Sì narra che quando Calvo la vide arrivare le sue parole furono le seguenti: ” Hasta la zia Carla siempre !!!!” seguito da un rassegnato: “le offro un maraschino ?”

(Calvo Pepàsh) “Dai Calvo, metti che poi ci vedano in conversazione riservata? “

Per non farsi riconoscere la zia Carla (ma non era la zia Gianna?) s’era travestita da baiadera assiro-babilonese che sembrava la stazione centrale di Milano; io invece esibivo un soprabito scampanato coloro bronzo offuscato dalle intemperie. Ci sedemmo in piazza, proprio dove l’Amministrazione comunale aveva predisposto un revival sparagnino di carattere cinematografico. Due turisti pirla li trovi sempre: io e la zia Carla (ma non era la zia Gianna’), che rifiutò il maraschino e ordinò un Ortrugo e una badilata di olive.

Parlammo soprattutto della crisi internazionale ed ella mi fece partecipe delle preoccupazioni che ondeggiavano tra il Serio e il Volga, ché se si inaspriscono i rapporti diplomatici ne risentono gli scambi commerciali. “Come ben sai – aggiunse – le donne russe sono bellissime e vorrebbero esserlo ancora di più. Ne soffrirebbero se venissero a mancare dei nostri rifornimenti cosmetici. In questo senso il delfino potrebbe tornare utile come addetto alle pubbliche relazioni internazionali.” Se poi decidesse di concorrere anche alla carica di primo cittadino, ovviamente quando sarà il momento, per le ragazze di laggiù sarebbe una bella notizia, oltre tutto è un bel giovine.”

“Osservazione assennata, però potrebbe esserci stato un mutamento di strategie a lungo termine con le new entry assessorili, magari per assicurare continuità di genere allo scranno sindacale. Bisogna stare in campana.” In quel mentre pronunciai la raccomandazione alla vigilanza, quasi fosse stata un’invocazione, il campanone del Duomo si mise a rintoccare l’ora crepuscolare del pomeriggio e dovetti fuggire come una Cenerentola in mal’arnese (ordini di scuderia e poi anche il soprabito s’era messo a fremere per l’autorevole rintocco), mentre la zia Carla (ma non era la zia Gianna) allegra al ridondare chiese un altro bicchiere di Ortrugo, con una nuova camionata d’olive.

Nel furtivo esimermi da troppi sguardi interessati, udii, proveniente dalla “strecièta”, una sarcastica intonazione:

(coro) Ma che ve frega

ma che vi importa

Questa città ciofeca

è mezza morta.

Non state ad aspettare

è tutta propaganda

è tutto un annunciare

un suonar di banda.

È tutto un far carriera

è tutto un “sistemare”

ma poi da mane a sera

si tirerà a campare.

E se nel giugno andato

quegli altri presi male

avessero azzeccato il candidato

tutto sarebbe ancora uguale.

Quindi cari Calvo e Viniskia

andate avanti a cagar lo cazzo

portate in piazza sta rivista

ma non cambierà l’andazzo.

Atto novo

Quando il Pd s’incazzò (ovvero mai)

(Hunter Viniskia) E ad un certo punto, anche il PD s’incazzò !

Prima provarono a non leggerci più, sperando ci stanchissimo. Poi, stanchi di ricevere pernacchie e sberleffi, giunta comunale e consiglieri della regina ci mandarono a dire, per vie traverse, che la festa era finita:

” Se continuerete con questi toni irriverenti, faremo come quell’altro………..”

” Oh perbacco !” esclamai.

Questo alzar la cresta, questo dar segnali di vita, non era mai stata loro caratteristica. Avendo chiappe lignee, avevan sempre “preso su” senza dare troppo peso alle critiche e alle prese per il culo (che poi tanto, basta che si parli di loro e il potere logora chi non ce l’ha).

Fatto sta, che mi toccò passare al piano “B”.

Vista la mal parata, cambiai firma ad ogni mia invettiva e autografai tutti i miei scritti con il nome di Calvo Pepàsh.

Che andassero a prendere lui !

(Calvo Pepàsh) Le imprevedibili conseguenze della crisi siriana stavano oscurando il lezioso tiki taka in corso nei palazzi romani, nonostante la esilarante performance della maschera di cera. Venni convocato a Mosca per nuove istruzioni: il KeGheBe sospettava che dietro il giochino pitagorico del “bollito” si celasse un messaggio cifrato; bisognava scoprire l’identità del destinatario. Cercai di mettermi in contatto con la zia Carla-Gianna la quale, però, era ancora alle prese con l’Ortrugo e stuzzichini vari. Che fare? Chiesi un temporaneo patto di non aggressione al mio avversario politico che, in qualità di nipote della suddetta, andasse a cercarla per comunicarle che m’ero preso una settimana di ferie, senza però spiegargli la rava e la fava. “E già, tirâ à mân, perché secondo te io sono scemo. Ma vai a ranare, quella là te la cerchi da solo.” Nel frattempo che ero lì che meditavo, il cambusiere del Bar Guadagnino, mi presentò un conto della madonna: “La signora s’è bevuta anche il mio dopobarba. Adesso è in coma etilico.” “Va bene, però pago in rubli.” “Col piffero, solo valuta occidentale, euro, dollari o sterline, facci lei.” Fui costretto a rompere il maialino, quelle delle riserve strategiche, del tutto insufficienti. Dissi: “Aspetti un momento, che guardo sotto la campana.” E mi diedi alla fuga, destinazione ignota. Invece no, ché la voce era girata: “Calvo Pepàsh, spione dei miei coglioni, ti vengo a cercare fino a Mosca” furono le ultime parole che udii, lanciate dal taverniere furibondo. Poi, incredibile a dirsi, l’accelerato Crema-Treviglio-Milano prese l’abbrivio e scomparve nella nebbia. Turpi pensieri m’agitavano le mente: “Cazzo, Hunter Viniskia, questa me la paghi, cazzo se me la paghi!”

(Coro)

È sempre satira vabbè

solo se tocca agli altri

ma se tocca a me

siam pronti a denunciarti

Dunque questa commedia

sembra stia per finire

Ma restate sulla sedia

che abbiamo altro da dire

Aspettate ad alzarvi

non pensiate che sia matto

Voglio solo rivelarvi

Che vi spetta ancora un atto.

Atto decimo

Tutti in mona

(Hunter Viniskia) Poi per tre mesi non successe una fava.

Oddio, c’ erano state le elezioni…… Una bazzecola.

Gli animi si scaldarono, poiché il partito dalla regina s’ era ridotto a fare da tappezzeria.

Il nostro Presidente, non sapendo che pesci pigliare, affidò l’incarico di capo del governo al primo Azzeccagarbugli che passava di là.

La Costituzione venne messa in soffitta ed ognuno faceva un po’ quel cazzo che gli pareva.

Intanto Calvo Pepàsh venne arrestato, al mio posto, per oltraggio alla corte dei miracoli della città giocattolo.

Gli fu concesso un avvocato d’ufficio ed al processo si presentò mia zia Carla la quale, con un’arringa storica, lo salvò da una condanna che pareva scontata: pulire i cessi alla casa albergo.

Per dover di cronaca vi riporto il discorso finale della zia durante il processo:

”Signori e signore della corte, eminentissima regina, sarò breve !

Qui la questione non risiede in qualche regolamento non rispettato o in certe libertà che qualcuno di noi si è preso con tutta la giunta… perché è vero!

Ma non si può ritenere un intero gruppo responsabile del comportamento di un solo individuo malato e pervertito.

Perché se così fosse…….non dovremmo forse dare la colpa alle strutture stesse dell’ amministrazione ? E se codeste strutture risultassero colpevoli, non sarebbe come mettere sotto accusa le istituzioni di ogni grado ?

Io lo chiedo a lei, mia regina, non corrisponderebbe – in questo caso – a mettere sotto accusa l’intera società ?

Beh, tu puoi pure pensarla come credi, ma noi non permetteremo che qui si getti del fango sul buon nome della nazione e della costituzione (che poi la si regala ai diciottenni che vengono su storti, ma regalategli un abbonamento al nostro blog, che è anche gratis !!!)

Ho finito.”

Nel frattempo il nuovo Premier, ma pensa te, fece anche il governo.

Nella città giocattolo, anche se era oramai estate, calò il gelo.

Alla nostra regina non rimase che prender su il camion spargisale ed organizzarsi con l’assessore mascherato per un nuovo piano anti neve.

(Calvo Pepàsh) – Il tiro mancino del perfido Hunter mi costò qualche giornata al gabbio, ma ne uscii innocente come una mammola e non tanto per l’arringa difensiva della zia Carla (ma non si chiama Gianna?) quanto perché con la tanto attesa formazione del nuovo governo cambiarono alcuni indirizzi di politica estera, tra i quali le aperture verso la Russia. Intervenne il Gran Capo in persona e da Roma giunse l’ordine perentorio di mollarmi. Sono stato integrato nei ranghi e sotto nuova copertura rispedito sul nebbioso campo di battaglia compreso tra l’Adda e il Serio. Sembra infatti che il Viniskia agisca col preciso scopo di screditare e rovesciare l’Amministrazione della Città giocattolo guidata dalla Brontolona. Devo scoprirne la fondatezza nonché i mandanti. Circa questi ultimi l’ipotesi più accreditata è che si tratti della coppia Flat&Tax, decisi a cancellare il Pd fin nei più minuti consigli comunali, anche se sono in minoranza. Quello che invece non capisco è perché a Mosca questo disegno non piaccia. Prevedo complicazioni sul piano internazionale. In quanto al mio dirimpettaio, m’è giunto all’orecchio che si sarebbe guadagnato sul campo di battaglia un pittoresco soprannome: “Sgàgnamànûbri”: un giorno sì e l’altro anche annuncia un nuovo crescendo rossiniano, sbraita e scalpita ma poi “el rêsta sêmper lì”.

(Coro)

Qui finisce la commedia

che racconta allegramente

chi non molla la cadrega.

Se vi siete divertiti

siam contenti

ma un po’ stupiti.

Si perchè, tra un atto e un lazzo,

qui non si capisce un cazzo !

La commedia è proprio sghemba

senza capo e senza coda

Ora è tempo che si spenga

e si vada tutti in mona !

(fine)

Viniskia&Pepàsh

3 pensieri riguardo “Commedia Sghemba

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