Virus, economia e sindemia

Devi stare in casa ! Puoi uscire solo per lavorare

La produzione non si può fermare quindi il loockdow verrà potenziato nei weekend e nei giorni festivi.

Vaccineremo nelle fabbriche !

Non mi si venga a dire che si é scelta la salute.

A me pare che la scelta fatta sia stata quella di preservare il sistema economico anteponendolo a quello sanitario.

E per fare questo, visto che dopo un po’ la voglia di vivere sta prevalendo sulla paura (nonostante TV e giornali), si ė nuovamente passati alla militarizzazione, ai generali e son tornati i controlli sempre più serrati (in stile caccia ai runner di un anno fa), con un crescendo di sanzioni (nelle ultime ore quasi raddoppiate) che sfiorano l’illegalità.

Ma andiamo oltre.

Voi avete mai ascoltato in tv uno straccio di dibattito con contraddittorio sul “coprifuoco” ?

Ve lo dico io, no !

Ecco, a casa mia, si chiama pensiero unico. Ed il pensiero unico, sempre a casa mia, è sinonimo di totalitarismo, per non dir di peggio.

Ma andiamo al punto.

Io ritengo che tutto l’approccio all’emergenza covid-19 sia stato errato fin dall’inizio.

Ammetto di essermi fatto inizialmente anch’io spaventare accettando passivamente qualsiasi diktat, ma come asserito da Richard Horton, direttore della celebre rivista scientifica The Lancet (qui un articolo che ne riporta i punti salienti) non siamo difronte ad una pandemia, tipo per la peste per intenderci, ma ad una malattia che colpisce solo determinate persone svantaggiate. E per svantaggiate non s’intende vecchie (altro concetto che si è cercato di far passare un po’ troppo facilmente) ma espressione di fattori invalidanti multipli quali: vivere in una zona a basso reddito o altamente inquinata, dove si corre un maggior rischio di contrarre tumori, diabete, obesità o un’altra malattia cronica. Ecco Horton parla di sindemia* e non di pandemia, ma ripeto, vi consiglio di leggervi tutto l’articolo che è illuminante.

Se realmente non fossimo in una pandemia ma in una sindemia andrebbe quindi organizzato un piano di intervento differente, anche perché, se questi “svantaggi” non verranno risolti, al prossimo virus, saremo punto e a capo; ma se veramente risultasse che si è sbagliato categoria, che non c’è stata una pandemia, ma una sindemia, chi dovrebbe rispondere della cosa ? Chi ci risarcirebbe in termini di vita persa ?


*A differenza della pandemia, che indica il diffondersi di un agente infettivo in grado di colpire più o meno indistintamente il corpo umano con la stessa rapidità e gravità ovunque, la sindemia implica una relazione tra più malattie e condizioni ambientali o socio-economiche.

sindemia s. f. L’insieme di problemi di salute, ambientali, sociali ed economici prodotti dall’interazione sinergica di due o più malattie trasmissibili e non trasmissibili, caratterizzata da pesanti ripercussioni, in particolare sulle fasce di popolazione svantaggiata. 

One thought on “Virus, economia e sindemia

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