L’uomo che partì senza un piano ben preciso (VI)

jospur

sesto capitolo

I biglietti per lo spettacolo andarono esauriti.

Don Giovanni era un ottimo p.r. e pubblicizzò l’evento come se recitasse Garcia Lorca.

Mi fu anche messo a disposizione un giovane e brufoloso chitarrista………

luomo che parti 6a

Durante le prove non ci furono intoppi.

Quella sera cenai in canonica con alcuni membri del consiglio pastorale che incuriositi mi fecero un sacco di domande sul chi ero, da dove venivo e soprattutto perchè scappavo.

Io però non stavo scappando. Io stavo cercando e sinceramente, arrivati a questo punto, potevo dire di avere trovato.

Per la notte mi fu messo a disposizione l’unico camerino del teatro.

luomo che dormi 6b

Lo spettacolo fu spartano. Il teatro oratorio era però esaurito: 150 posti a sedere con alcuni spettatori in piedi appoggiati alle pareti. Indossavo una delle t-shirt stampate dall’amico D Controversy. Mentre leggevo non volava una mosca.
Recitai, declamai. Avevo dentro tutta una vita da raccontare e la regalai a quel pubblico sconosciuto ma attento.
Al termine dell’esibizione il prete mi chiamò in disparte:” spero tornerai presto a trovarci, ci hai fatto emozionare……. Eccoti cento euro”.
Strinsi qualche mano, diedi un’ultima occhiata al teatro oramai vuoto e con il mio zaino sulle spalle mi incamminai verso la macchina.
Tornai a dirigermi verso il mare e mentre guidavo alcune lacrime mi rigarono il viso.

(fine)

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