La pantegana massimalista

Senza titolo

Mi è stato chiesto come faccio a sparare ignominiose cazzate a getto continuo. La risposta è semplice, direi quasi cartesiana: io cogito. Ma come penso? Domanda difficile, poiché un luminare della tastiera quale mi ritengo, affronto la quotidianità applicando l’elucubrazione indiretta cioè, detto in parole povere, apro la giornata alla maniera del biscotto frollino (canna di zucchero e grano saraceno) intinto in una tazza di brodo vegetale: “Che cazzo ci faccio qui?” Scruto, ascolto, leggo come un topo di biblioteca, anzi, come una pantegana del pensiero massimalista che tutto ingurgita, elabora e rimette in circolazione sotto forma di spropositi esagerati e deliranti. Pantagruele e Gargantua mi fanno un baffo e siccome sono anche saggio e in quanto tale ho imparato a non avere paura delle parole. Se proprio spaventano, ebbene, io le aggiro

Ho gli anni che bastano per potermi permettere certi lussi, sono alcolista” ricardiano” (il giallino), tabagista, segaiolo e millantatore e se ancora sono vivo è perché ho un culo della madonna. Però non sono convinto che avere un culo della madonna possa bastare. Prima o poi il coccolone potrebbe arrivare e raccolgo quel che resta del coraggio per non avere paura. Sono sopravvissuto al Virus Kanaglia, almeno per il momento, e ciò ampia gli orizzonti ottimistici. Ragionevolmente, giunti a questo punto, mi affascina l’idea che forse potrei continuare a navigare tra schiume sempre un po’ più salate, se pensiamo alle onde del mare, ma so per esperienza che un “giallino” in più (ben ghiacciato) annienta anche il sapore salmastro delle onde.

Ho in mente grandi progetti quali, per esempio, riscrivere in dialetto milanese “Cent’anni di solitudine”, poiché ho riscontrato che tra Macondo e la mia Porta Romana ci sono delle similitudini. “Gabo” non è ancora apparso in sogno per tirarmi i piedi e quindi…

Poi mi piacerebbe ripensare a tutte la puttanate combinate ben sapendo, però, che né mancherebbe sempre una. Mi assilla l’idea di doverla andare a cercare. Confido nella memoria degli altri.

Per adesso mi fermo, consapevole del fatto che comunque ho fornito materiale per farvi preoccupare. Che la follia mi sorregga e che il fato vi sia misericordioso.

3 pensieri riguardo “La pantegana massimalista

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