Tutta l’anarchia che c’è: la comune di Parigi (4)

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Domenica 28 maggio i versagliesi attaccarono l’ultimo ridotto formato da boulevard de Belleville, rue du Faubourg du Temple, rue des Trois Bornes e rue des Trois Couronnes. L’ultimo cannone federato tacque a mezzogiorno a rue de Belleville, nel pomeriggio l’ultimo colpo di fucile fu sparato dalla barricata di rue Ramponneau. La Comune era caduta e il maresciallo Mac-Mahon lanciò il messaggio: « Parigi è stata liberata! La battaglia è finita oggi; l’ordine, il lavoro, la sicurezza stanno per essere restaurati »,e Thiers telegrafò ai prefetti: « Il suolo è disseminato dei loro cadaveri. Questo spettacolo spaventoso servirà di lezione ».

Non solo il suolo. Sulla Senna « una lunga scia di sangue segue il filo dell’acqua e passa sotto il secondo arco delle Tuileries. Questa scia di sangue non s’interrompe mai ». Nella prigione della Roquette in questo solo giorno furono uccisi 1.900 federati, in quella di Mazas oltre 400 che vennero gettati in un pozzo del Cimitero di Bercy. Colonne di prigionieri e di sospetti furono avviate a Versailles. Lungo il percorso, il generale Galliffet li ispezionò. Fatti uscire dalle fila i più anziani, disse loro: « voi avete visto il giugno 1848, perciò siete ancora più colpevoli degli altri » e li fece fucilare. Caddero 83 uomini e 12 donne.

 

(a cura di G.R. Debordi)

 

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