Lettera dal fronte

Cara mamma, io sto bene e cosi spero di te. Non ti nascondo che qui le cose si stanno facendo difficili. Le ulteriori e drastiche misure emanate dalle autorità sanitarie rendono il nostro compito sempre più gravoso e, infatti, riuscire a beccare qualche incauto trasgressore richiede livelli d’attenzioni inimmaginabili soltanto alcune settimane addietro. Aggiungi, inoltre, che anche il nostro comando ha inasprito le direttive verso chi, come me, opera in prima linea: se non ne becchi almeno uno al giorno, per punizione viene trasferito al turno di notte, massacrante: dalle 20 alle sei del mattino del giorno dopo, sempre all’erta, con i nervi tesi, nella speranza di poter cogliere qualche rumore sospetto. Gli umani sono diventati scaltri: In primo luogo non escono più di casa e, quando lo fanno, indossano scafandri da palombaro. Dimmi tu come faccio a entrare lì dentro. Intendiamoci, qualche folle ancora c’è che circola senza mascherina, ma è difficile rincorrere un centauro che sfreccia a 200 km/ora cavalcando una Kavasaki 500 bicilindrica. Abbiamo anche ravvicinato i punti di controllo, ma ci mancano le apparecchiature ricetrasmittenti.

Cara mamma, adesso ti lascio poiché ho udito un rumore di passi umani. Spero soltanto che non sia ancora Calvo Pepàsh: con tutto l’alcol che ingurgita ti stronca a dieci metri di distanza.

Un abbraccio da tuo figlio Covid-19.

One thought on “Lettera dal fronte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...