Processioni, cappelle ed inseguimenti sulla ss Paulesse (3)

pino

(ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

Don Lamborghin

 

Nella profonda provincia del nord, quella ricca, spesso ipocrita e misteriosa (per intenderci), negli ultimi anni ne sono successe di tutti i colori. Per lo più ha prevalso il nero. Vi sarà senz’altro capitato di assistere in tv, dopo un fatto di cronaca, alla classica intervista al vicino di casa: “Era una brava persona, educato, lo vedevo poco, sempre buongiorno e buonasera”. Ecco, ha ammazzato moglie e figli, era una merda di uomo, ma era educato. La buona educazione in provincia sembra essere la caratteristica principale per distinguere tra brava gente e non. Un po’ come il vestito elegante con la cravatta.

Se infatti sei vestito bene e sei educato, dalle nostre parti ti sarà facile farti consegnare la pensione da qualche sprovveduto anziano, fingendoti un funzionario di un qualsiasi servizio energetico. Se poi sei educato e vestito da prete, allora il nostro provincialotto sarebbe pronto a qualsiasi cosa. Se sei anche un alto prelato, magari con le mani in pasta (per esempio hai un banco di alimentari al mercato della carità), magari giri in Lamborghini e ti piace toccare un po’ qua e un po là, tutta la comunità (o per meglio dire tutto il gregge), sarebbe pronta a buttarsi nel fuoco.

Anche nelle “sette” USA (e la nostra provincia sta sempre più assomigliando a quella stelle e strisce, tipo Alabama anni ’50) succede così. Diciamo che in tutte le province del mondo civilizzato c’è un sacco di gente pronta a farsi portare al pascolo dal pastore di turno che, quasi sempre, è anche fattore, contabile ed in alcuni casi è a capo di un’ agenzia di collocamento. Questo tipo di “potere temporale” vive e si alimenta nell’ipocrisia di certi gruppi di fedeli, sempre pronti a baciar rosari in nome del cuore immacolato sopra al quale, al momento opportuno, non esitano a metterci un bel macigno a forma di portafoglio. Non importa quanto schifo e quanta menzogna possa circondare il nostro Don Lamborghin, quello che conta è la buona educazione condita da quattro favori alla comunità; agli occhi del “pecorame”, il nostro prete-affarista, è, e resterà sempre, una brava personcina. Poco importa se predicava bene ma razzolava male. “Ma non erano le galline a razzolare ?” E i maiali ?

 

 

 

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