Storie milanesi: la casa dello studente

Senza titolo

 

 

 

 

Conobbi Bacchino Folli alla Casa dello studente di viale Romagna. Un tipo scorbutico che si professava artista pittorico e che guardava con sufficienza e sospetto tutti coloro che armeggiavano con pennelli e colori. Aveva venduto abbastanza bene un paio di “croste” astratte, conseguenza, più che altro, di sbronze furibonde che non di genialità, ma tanto bastava per rinomarlo negli ambienti degli aspiranti alla gloria.
Insomma, vino, sigarette e tante chiacchiere.
Tendendomi con calcolata sufficienza la mano grassoccia disse: “Sono stato invitato in questo laboratorio di futuri disoccupati, per dire la mia sull’astrattismo. Ma so già che sarà come distribuire perle ai porci. Sei anche tu un accademico in cerca di fortuna?”
A quei tempi neppure io ero messo tanto bene nei confronti della buona educazione: “Tranquillo ciccio, non sono un concorrente. No, sono venuto per ascoltare, visto che per raggranellare qualche liretta faccio l’imbianchino.”
Appresi una bella lezione, indubbiamente, perché ebbi modo di constatare in diretta, tramite quella stretta di mano, il progressivo sviluppo della maturazione del pomodoro, così come si andava evolvendo sulla faccia di quel pirlotto egocentrico.
Il suo intervento fu di una inaudita inutilità tanto che lasciò l’aula a metà dell’opera, tra fischi e pernacchie. Lo raggiunsi mentre aspettava il tram alla fermate del 33, fremente di sdegno. Gli allungai una sigaretta: “Bacchino, non te la prendere, l’hai detto tu, perle ai porci. Pensa a me. Ho imparato come diluire e miscelare i colori. Pensa al bianco: ci sono degli spacca cazzo che lo vogliono simile al latte, altri lo preferiscono alla panna e altri ancora, brutte bestie, al ghiaccio. Sai che palle!”
Nonostante quel temerario cognome, Bacchino Folli non era un pazzo: “Il bianco, con una punta calibrata di rosso magenta potrebbe darci la fragola, col verde una tenue espressione di mela, col giallo il limone, sìì, infinite possibilità! E dimmi un po’, a fare l’imbianchino si guadagna bene?”
Dissi, con faccia da ruffiano: “Bacchino, fidati, si fa un po’ fatica però, con le tue idee, miliardari!”

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