Aline nel grano

jospur

Sto viaggiando sulla statale Adriatica, mi aspettano per un lavoro a Pescara.

Quando passo da queste parti i ricordi mi fanno decollare ed i minuti volano rapidi.

 

Aline nel grano

 

Nell’estate da quindicenne, in compagnia del Duffy, ragazzino di Torino, biondino, coi capelli a caschetto, di Laurent, francese surfista e di sua sorella Aline, giovane sedicenne che m’attizzava tutto quello che a quei tempi era cresciuto, si vagabondava per il camping tra cielo e mare.

Non ci importava più dei bomboloni e dei racchettoni.

Eravamo di passaggio, sempre di fretta e qualsiasi idea era quella giusta per partire all’avventura; ogni momento era buono per ricercare nuove sensazioni, fantasticare, andare alla deriva. Eravamo nella noia adolescenziale, quella fantastica noia estiva che ti faceva utilizzare il tempo senza pensieri prefissati; ci si trovava ad una certa ora e si faceva un qualcosa di indefinito, senza pensare a nulla.

Io questa caratteristica non la persi più.

“Che si fa ?”

“Sono già le tre…..”

“Fait trè chaud !”

“Laurent dice che fa caldo ”

” Ho capito Daffy, non sono mica scemo !”

” Bella figa ! Tanto non capisce”

“Andiamo a tirare i sassi alle puttane ?”

“Quali ?”

“Quelle dopo il cavalcavia dell’autostrada”

Il Daffy sapeva sempre tutto.

“Spiega al francese…..”

” No, non dirgli niente……”

” Allons…..”

“Où ?”

“Au dehors du camping……à tirè le sax en sur la tete à les ……roie !”

“Eh ?”

” Viens, toi aussi Aline “.

Ci incamminammo, era un caldo bastardo.

Miraggi ovunque.

” Le vedi ?” disse il Duffy

“Dove ?”

“Là, la 500 bianca!”

“Ok, viste……”

Il francese stava per i cazzi suoi, Aline si guardava attorno.

“Laurent, ci sono le puttane dalle tue parti ?”

“Non capisce una sega……”

“Cosa dire ?”

“Niente, niente, seguici allons-y !”

“Où ?”

“Las-bas, il y a les putains !”

Ora Laurent rideva, forse aveva capito e cominciò ad urlare:

“Putains, putains !!!”

Aggiunse anche un sacco di altre parole che sicuramente non stavano sul vocabolario e che nessun prof ti insegna a scuola.

Anche Aline aveva realizzato, ora se la rideva.

“Questa è proprio porno” disse il Duffy ” Chissà cosa sanno le francesi sul sesso ?”

” Chiediglilo, dai ……?”

” Ma cosa le dico ?…… Non so tutte le parole”

” Ma tu non sei piemontese ?”

“Si, ma cazzo c’entra ?”

” Parlale in dialetto stretto…… Vedi che capisce”.

Le zoccole avevano fatto finta di niente, mentre noi eravamo oramai a pochi metri, quando una macchina si fermò da loro.

“Putains, putains !!!”

Ora, anche Aline stava urlando.

Una delle due donne uscì dalla 500, l’altra appoggiata al cofano parlò con il cliente.

L’uomo ci diede una rapida occhiata e, dopo una veloce inversione, ci puntò.

” Cazzo, non sarà mica il magnaccia….” fece il Duffy “Via, via….Veloci…..Nel campo……Allons……Très vite !”.

Ci buttammo su per la collina per un sentiero sterrato, correvamo senza guardarci indietro mentre sentivamo la macchina inseguirci.

Quando decisi di voltarmi, vidi che l’auto si era fermata in una nuvola di polvere.

Noi non ci fermammo.

Il sentiero divenne prima stretto ed infine terminò in un campo di cocomeri.

“Non c’è più, prendiamo fiato…”

” Non c’è più una bella merda…..E’ ancora là che ci aspetta !”

“Ma no, sta tornando guarda……”

” Les melon d’eau !”

” Cazzo dice il francese ?”

Laurent si era messo a raccogliere angurie.

” Questo è proprio matto” faccio io

” Prova a guardare se la macchina……”

” Dai, non c’è più……”

“Tuo fratello è pazzo, ton frère est fou !”
” Mais oui……oui, casso !” Aline rise…..Rise così bene che vidi tutto il mondo, il mio mondo, nei suoi occhi.
” Casso, casso…..”
” Aline tu l’hai già visto il casso ?” Disse il Duffy rovinandomi il magic moment.
“Regardez-vous !”
Dall’alto della collina un contadino ci urlava qualcosa.
“Cosa vuole il mandriano ?” esclamò il Duffy.
“Boh, ci voleva anche questa” replicai.
Il contadino salì sul trattore e cominciò a venir giù dalla collina come un matto.
” Ma cazzo vuole ?”
” Viene verso di noi…..”
“Te lo dico io cosa vuole…..Le angurie !!!!”
” Molla i cocomeri Laurent !”
Il francese non capiva.
” Arriva le…….Come cazzo si dice…..Le vilain….Butta via le angurie….”
Il Duffy cercò di strappargli di mano i cocomeri ma Laurent non mollava l’osso.
“Allons, arrive, arrive” urlai io “Allons Aline”.
“Andiamo giù !”
“No, giù ci sono le puttane !”
” Andiamo giù lo stesso, il sentiero è stretto per il trattore, poi vediamo”
Ora correvamo in discesa; il francese aveva realizzato e lasciato cadere solo un’anguria.
Del contadino non c’era più traccia mentre, arrivati a metà sentiero, si intravedeva più sotto la macchina delle zoccole.
” Sembra che le signore siano state rimorchiate” osservò il Duffy.
Mi sporsi dalla scarpata per guardare giù. La macchina stava proprio là sotto e sembrava vuota. Da quel punto, all’orizzonte si vedeva il mare, azzurro e verde chiaro. Silenzio.
Poi un tonfo.
Il francese aveva fatto cadere l’anguria proprio sul cofano della 500.
Cominciammo a ridere, prima sottovoce e poi in maniera incontenibile.
” Adesso non possiamo più scendere” disse il Duffy mentre io non riuscivo a trattenere le risate.
” Se andiamo giù ora non ci becca nessuno, le puttane sono andate a lavorare !” Continuò sicuro il Duffy mentre riprendevamo nuovamente a ridere come degli idioti.
Ci incamminammo. Laurent e Aline ridevano e bisticciavano dietro di noi; poi il Daffy andrò in avanscoperta.
Passammo in fila indiana davanti alla macchina delle prostitute.
“Non ci sono…… Le hanno proprio rimorchiate”
Il Duffy si avvicinò alla 500 e vi guardò dentro.
“E’ aperta ! C’è un porno” disse il Duffy
” Fregalo dai, dai…….”
Laurent se la ghignava ma fu Aline a darci l’allarme.
Una mignotta, ma forse era un travestito, uscì da un cespuglio e ci vide:
“Ma che minchia vulitee…..Fetenti bastardi….” Poi aprì la borsa che teneva a tracolla……..
Stavamo già scappando, giù per il cavalcavia. Poi due spari in rapida successione.
Io e Aline ci buttammo di corsa in un campo di grano turco mentre Duffy e Laurent, tra gli squilli di clacson e lo stridio delle frenate, attraversarono la statale.
A metà di quel campo di grano io e Aline ci buttammo a terra.
Si sentiva solo il nostro respiro, affannoso, spaventato.
Il vento passava tra le spighe.
Niente.
Passarono pochi minuti ma non ci alzammo; poi lei si avvicinò e mi baciò. Mi strinse e mi baciò. Un lungo bacio straniero, francese.
Sorrisi come un ebete. Poi lei mi prese la mano e tranquillizzandomi mi disse: “Allons, il n’y a plus rien”.
Ritornammo al Camping uno al fianco dell’altra.
Sorridevamo, senza parlare. Parlavano i nostri occhi nell’incrocio di sguardi.
Non dissi niente al Duffy, lei probabilmente non disse nulla al fratello.

Sto viaggiando sull’Adriatica ed ora sono proprio all’altezza di quel campo di grano; magari al ritorno proverò a fermarmi al Camping.
Mi verranno incontro fantasmi ed io mi lascerò trapassare come un morto, colmo di sanguigna nostalgia.

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