Il viaggio dei viaggi


1 il viaggio dei viaggi

Tutto questo succedeva prima del viaggio dei viaggi.

Normalità astratta, concretezza pallosa, routine, déjà vu, idem, eccetera eccetera…….

Noia.

Ci imbarchiamo un giorno io, lei e l’uomo Erba; prendiamo un treno.

Verso quale meta ?

” dove arriva questo treno ?”

” ferma in una terra libera !”

“Senza biglietto, ci sbatteranno sulle rotaie al primo confine”.

Infatti passa il maresciallo, il colonnello, il generale……

Noi ci travestiamo.

Come perfetti mimi……. Io faccio la statua di cera di un famoso politico grasso……… Lei il pioppo col vento……. L’uomo erba fa l’erba !

Tutti vengono gabbati.

Sul vagon-lit la salvezza ci viene dalla scolaresca di turno; ci mischiamo.

Tre sbarbate ed un fighetto fumicchiano di nascosto al prof.

” se passa il controllore, noi siamo con voi !”

” ok ” fa la più fighetta- anti regime, tirando stile tutti attorno al fuoco sulla spiaggia…… con le stelle, la luna ed il rumore dell’onda….. scruuuusc.

” voi chi siete ?” chiede il ranocchio disteso sulle gambe della principessa.

” io sono Joseph, lei è Slay e lui è il Miglio detto l’Uomo Erba.

” di dove ?”

” di Milano”

” zona ?”

” viale Zara…..”

” io abito in Viale Sondrio” fa la moretta

” siete in gita” chiede Slay

” sì andiamo in Romania”

” dal Conte ?”  fa il Miglio.

Ci guardano capendo poco.

” niente, niente ”

2  Ottava ora di viaggio

Slay dorme, Miglio fuma coi ragazzi mentre io prendo appunti.

Alla prima frontiera non hanno controllato niente. I prof garantirono per gli studenti, noi garantiamo per tutti.

In verità eravamo anche noi studenti; disoccupati, sempre pronti a fare sciopero. Contro chi, non era chiaro; probabilmente contro tutti.

Entrammo in Ungheria direzione Oradea.

I ragazzi si stavano divertendo, il Miglio raccontava aneddoti, cretinerie d’altri tempi.

Slay era in coma. Io ?

Avevo il fuoco negli occhi e presi sonno. Cluj, Sibiu, Brasov….. Poi Bucarest e giù tutti.

Dunque, riassumiamo: soldi pochi, tanta voglia di andare e parecchia fame.

Ora dove si va ?

Scartiamo il nord, dall’ovest ci venivamo, a sud i Bulgari……brrrrrrr !!!!

Decidiamo di andare ad est, verso il Mar Nero e da lì in Turchia.

” Dai, decidiamoci……”

” Prima mangiamo, poi dormiamo un po’ e domani se possibile……..” guardo un attimo la carta “prendiamo un qualsiasi camionista e ci imbarchiamo per Costanza”.

” Si, a parte che un camionista rumeno non ci prende certo noi, e poi che cazzo si fa, sempre che poi si arrivi a Costanza ?”

La domanda del Miglio, pur se arrotolata, non faceva una piega.

” Istanbul !” risposi tranquillo.

Mangiamo come deciso.

Per Costanza quasi mille chilometri.

” Non arriveremo mai” fa Slay scuotendo il capo ed aggiungendo un ” torniamo indietro ?” che sapeva di resa e stanchezza.

” Restiamo qualche giorno” faccio io, guardando il cielo con sguardo da grande condottiero.

3 Bucarest

Città di sterco che non regala emozioni.

Non c’è niente, solo qualche pub con musica di 10 anni fa.

Il giorno dopo camminiamo nel sole per il viale del camposanto, tra luci ed ombre.

Non passa un cane, non c’è alcun rumore solo quello delle nostre scarpe mentre camminiamo in mezzo alla strada. A caso nel vorticoso caos delle nostre idee che non esistono per nessun altro.

” chissà cosa succederà ?”

Non abbiamo futuro preordinato salvo la fuga dai lavaggi cerebrali. La nostra fuga è gratis.

C’è un bar dietro al cimitero.

” scommetto sul Pacman ?”

L’uomo erba è un dio !

C’è il Pacman ed un gioco così allucinato che mi ci butto subito.

Miglior si disimpegna tra cazzi e merde, schermo 4.

” che fai, vinci ?”

” 8000 punti, 9000…….. Ostia m’ ha segato !”

Vorremmo berci tre Campari col vino, Miglio è salito sul banco per spiegarsi al barista.

Gente strana si avvicenda al videogame.

Slay legge un quotidiano rumeno ………Però !

” io mi sarei anche rotto i coglioni, torniamocene a casa” sbottai nevrotico.

” non ci sono treni fino a domani” fa Slay.

” aspetteremo !”

Nell’arte dell’attesa eravamo i migliori e forse lo siamo ancora.

4 Il ritorno

Tornammo, questa volta in autostop.

Prima ci caricarono su un carro merci. Era il segnale che si tornava in occidente.

In zona di confine, seguendo sentieri da contrabbandiere, evitammo controlli e paranoie.

Parlammo poco e mangiammo poco.

Ognuno di noi era già con la testa “al cosa” e “al come”.

Non avevamo soldi, non avevamo un lavoro, non avevamo una casa.

Eravamo stanchi di guardare lontano, non volevamo un futuro prefissato, un obiettivo da raggiungere.

Eravamo terrorizzati dalla realtà.

Guardai Slay, convinto di essere nei suoi pensieri e capii che anche lei era nei miei.

” Bisogna urlare, ragazza”.

Il Miglio taceva, ma i miei ricordi ora sono sbiaditi……. Non ricordo più cosa successe di preciso sulla strada del ritorno.

Forse questo viaggio non c’è mai stato.

Sono solo voci lontane.

(fine)

Joseph Purple

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...